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Tuesday, April 8, 2008

Fire Isiah, finalmente e' tutto vero

Per una volta le luci di New York fanno pensare a quel funerale che in tanti avevano annunciato ma nessuno, nemmeno i contestatori della 33 strada, erano riusciti a mettere in piedi. Il resto, visto che oramai siamo arrivati al capolinea dell'avventura di Isiah Thomas al Madison Square Garden, parla della prima da presidente di Donnie Walsh attesa niente meno che per domani sera. Anzi, visto che prima di sedersi a bordo campo l'ex Indiana dovra' passare qualche ora nel nuovo ufficio, allora, c'e' gia' chi urla al licenziamento anticipato.
Nel giorno in cui tutta l'America degli anelli ricorda le finali tra Houston e New York con Pat Ewing e Hakeem Olajuwon prossimi ad entrare nella Hall of Fame, nel giorno in cui si comincia a parlare seriamente di draft con le dichiarazioni del commissioner Stern pronto a non aprire le liste agli under 20, c'e' anche chi si rimbocca le maniche ed e' pronto a sentire l'ultima parte di una storia che finalmente, rida luce e onore ad una delle franchige piu' famose d'America, i New York Knicks.
A quanto pare, il partito dei pro-Mark Jackson (secondo me scelta molto dubbia in quanto NY in questo momento avrebbe bisogno di un coach con una certe esperienza in grado di costruire subito e con idee chiare) si sfregano gia' le mani, considerando che una delle voci che sta prendendo piede da qualche giorno, parla proprio di un addio anticipato di Isiah con due, forse tre giornate di anticipo rispetto alla fine della sua ennesima deludente regular season.

Storie di un'America che non cambia, di un'America che a modo suo si prepara come sempre al bello dei play-off, ad una lotteria in cui a Ovest e' ancora tutto da decidere mentre a Est, tanto per far finta che esiste lo stesso dio, c'e' chi e' pronto a scommettere sul rientro anticipato di Jermaine O'Neal. Potrebbe essere lui l'uomo rimonta di Indiana nella sfida diretta con Atlanta. Uno scherzo del destino ben diverso da quanto accade dall'altra parte dell'oceano. Dallas, che ha recuparto in extremis Nowitzki, ritorna a girare e dopo aver preso in giro una Phoenix ancora da migliorare, pare averne di piu' rispetto a Denver e Golden State. Tre le due io dico Warriors tutta la vita, non tanto perche' credo nel rilancio del Beli, quanto per lo spettacolo assicurato unito l'ultima frase di Don Nelson in diretta tv. "Noi ci esaltiamo di fronte a sfide in cui abbiamo tutto da perdere". E come dargli torto, anche se New Orleans, pensando alla gara di domenica, non e' prima per caso. Chi invece mi delude e' proprio Denver, capace di riaprire i giochi e poi, quasi a ricordarmi l'Inter dei giorni migliori, abile a mandare tutto all'aria con una squadra a caso, Sacramento.

In tutto questo posso dire che Andrew Bynum difficilmente sara' pronto prima della fine della stagione regolare, in altre parole, Lakers si', ma Lakers tutti da confermare e rivedere. Non a caso, quando penso al caos generale, agli alti e bassi di chi avrebbe dovuto salire sulla rampa di lancio, mi rendo conto che su una cosa non si discute: coach o non coach, Boston, Detroit e San Antonio non battono ciglio.

Tuesday, February 26, 2008

Cassell e Barry gli ultimi colpi di mercato

RUMORS VANIGLIA

Un posto per tre, o meglio tre per un posto. Senza accendere il televisore, senza provare a raccontare la fatidica storia della nonna. Tanto, a forza di lasciarsi andare, si finisce sempre e solo per dire le stesse cose. Lakers squadra da battere, Boston in difficolta' a ovest come prevedibile. Dallas in crescita sotto il segno di Kidd, San Antonio di nuovo a regime con un Thomas passato quasi inosservato e Houston, con o senza Gerald Green, in grado di inventarsi 12 vittorie di fila. In mezzo posso tranquillamente aggiungere attenti a Detroit, possono sempre e comunque far male, a Cleveland con o senza il nuovo trade tutto da scopire e, naturalmente, attenti sopratutto a Phoenix.

Penso che l'inserimento di Shaq sia come il risultato di una pietra di cinque chili gettato nel tranquillo stagno del lago incantato. Fa si "plof" ma crea anche un mezzo puttiferio che ha bisogno del suo tempo per calmare le acque. In altre parole Phoenix non puo' che migliorare, anche se bisogna vedere quanto Staudemire riesce ad assorbire il suo nuovo ruolo di numero quattro. La vera scommessa da vincere, perche' ogni qualvolta mette giu' la palla in palleggio a uomo battuto, ne esce un'inchiodata da sigla televisiva. Visti domenica contro Detroit, beh ho avuto l'impressione che alcune vampate di calde sono arrivate, anche se proprio i Pistons correndo e aprendo il campo in tutte le maniere, hanno dimostrato che i Suns non sono ancora pronti per le gite fuori porta. Come dire, la parola chiave e' tempo. Sinonimo di pazienza, anche se al ballo finale bisogna arrivare belli carichi e convinti. Insomma, sotto questo punto di vista, almeno ad Est, vedo meglio Detroit e Cleveland di Boston, sempre che Orlando non tolga di mezzo una delle due: a superman non si comanda, a Turkoglu forse si'.

Intanto, per la serie contenti o delusi, ecco l'ultima puntata della saga Sam Cassell. Si dice che entro oggi bisognerebbe sapere qualcosa di piu' sul nome della sua prossima squadra. Oltre a Boston, si parlava niente meno che di Dallas o Denver. A Los Angeles, sponda Clippers, Mike Dunleavy si rifiuta di commentare presente e futuro del suo giocatore. A San Antonio invece, con o senza il capriccio del giorno prima, la Brent Barry, e' pronto a svelare vita, morte e miracoli della sua prossima squadra. Si dice che oltre agli Spurs, in attesa di conferma, si siano messe in mezze Houston, Phoenix e Boston. Non male se pensiamo che tutti continuano come sempre a rincorre una squadra di nome Lakers. O meglio, quasi tutti perche' se e' vero che eravamo partiti con tre nomi, il terzo in attesa di destinazione e' Jamaal Magloire. Uno che a vederlo nel New Jersey e' solo il lontano parente dei tempi che furono. Uno che pero', interessa a Detroit e Dallas. Questione di scambi o anche solo, questione di scelte prima del ballo finale. Anche se per la canzone dell'estate che verra' e' una sola: Smile-Ah. Provare per credere.

Thursday, February 21, 2008

Fra sette nani, Kobe e' quello che mi spaventa di piu'

RUMORS VANIGLIA
L'avessero chiesto a Biancaneve, forse avremmo scoperto il ruolo dei sette nani. Un gioco e una canzone con nomi e cognomi. Da quello di Jason Kidd, l'alterego di un "dotto" Vince Carter che adesso i Nets non vogliono mandare via. Lo spettro fin troppo benevolo di un "cucciolo" Marcus Williams che finalmente comincia a giocare o forse, come mi ha scritto qualcuno, uno dei "nani" alla fine e' niente meno che Devin Harris. Un giocatore che se esplode accanto a Jefferson, beh forse diventa piu' utile di Kidd. Giasone, il miglior compagno di giochi di Max Power, il mio labrador nero, ha sempre creato, inventato e predicato pallacanestro come pochi al mondo. Forse, ha avuto solo un difetto: quando veramente contava, ha dato la palla a Vince Carter il quale non ha mai segnato. E allora, se i Nets ingranano e Frank non ci mette i cambi con l'orologio, allora forse uno che fa canestro nei momenti che contano non puo' che essere ben accetto. L'altro, che di nome Kobe Bryant (brontolo) e che per passione rilascia interviste in italiano, ha gia' fatto capire una cosa sola: i Lakers sono avanti anni luce su tutti. Almeno in questo momento. Almeno quando Shaq (eolo) rientra, almeno quando Kidd ha pagato dazio con New Orleans, la stessa che nelle prossime ore potrebbe girare Bobby Jackson a Houston in cambio di Bonzi Wells e Mike James. Un modo come un altro per firmare una cambiale che mi ricorda la Utah dello scorso anno: patti chiari, amicizia lunga e semifinale play-off a portata di mano.
Ma e' anche vero che alla fine e' tutta colpa di Stern. Uno che ha fatto muovere tutti, o quasi tutti, lasciando da parte uno dei suoi primi veri amori: New York City. La capitale della Nba, la citta' eletta per antonomasia, rimane in preda ad un folle che si sporge niente meno che dalla finestra centrale del Madison Square Garden. Non so neanche quale anello, forse bisognerebbe chiederlo al popolo dei contestatori, ma di fatto, con il terremoto dei trade in corse, forse i delusi rimangono proprio loro. Anzi, sono pronto a scommettermi il mio Iphone che non appena mandano via "gongolo" Isiah, i Knicks diventano una delle squadre piu' forti a East con uno, forse due rinforzi e un trade, che non portera' mai Curry a Miami o Randolph nel New Jersey per Carter. Se Carter lo muovono, lo girano a Indiana per "mammolo" Jermaine O'Neil, uno con il ginocchio sensibile, cosi' sensibile da lasciarlo al momento fuori dei giochi.
Cosa manca? Denver, che mi ricorda l'Inter di qualche anno fa, non e' sicura su Artest che tenta la Grande Mela, Cleveland, che ha capito che Lebron non dura a lunga, punta su Mike Miller e Nachbar ha una valigia quasi pronta. Ma questi rumors e come tali, vivono per davvero alla giornata. In fin dei conti, la vita e' anche questa. Oggi si lotta per un obiettivo comune, domani ci si separa, poi ci si ricontra e avanti. Ci si ama e ci si odia ma e' chiaro che a vedere i primi risultati di un mercoledi' da leoni, forse hanno ragione gli altri. O meglio ancora, io i miei sette nani gli ho provati a sciegliere, ora tocca a voi.

Monday, February 18, 2008

Il salto di Stern, mentre Kidd va e George diventa un ricercato

RUMORS VANIGLIA

Il primo ospite d'onore sono i Chicago Bulls. Una squadra di delusi, se si pensa che da quattro, cinque mesi a questa parte, si dice e si spera ma alla fine, cambio di allenatore passato, e' cambiato ben poco. Ma saranno proprio i Bulls i primi veri avversari dei nuovi Nets. Quelli della nuova era senza la luce Jason Kidd che, come si e' largamente parlato nei giorni scorsi, George o non George finira' niente meno che a Dallas. Una squadra che ha bisogno, che deve, prima ancora che pensare al suo gioco, rispolverare un campione come Dirk Nowitzki, uno che, All Star Game a parte, e' parso nelle ultime settimane abbastanza giu' di morale.
Insomma, nuovi Nets senza Kidd ma con Carter che non parte. Vince, che si e' aggiudicato il titolo di schiacciata piu' bella con l'esibizione del 2000 in base ad uno dei tanti sondaggi via sms che la lega ha voluto nel fine settimana di Las Vegas, resta un po' il pomo di Adamo. Non a caso, sperando che Espn confermi, le voci che lo volevano partente per quel di Indiana potrebbero ancora farsi sentire. Se arrivasse O'Neal, allora si che sarebbe definitivamente nuovi Nest.
Intanto, nel giorno dopo All Star Game, si dice che Kidd assieme al figlio TJ siano ritornati in aereo privato nel New Jersey. "Mi devo concentrare sui play-off della mia squadra - avrebbe confidato ai cronisti locali - in fin dei conti sono ancora un Nets". Di fatto, tutti sono pronti a vederlo in campo mercoledi' sera con la maglia dei Mavericks.
E fin qui, tutto bene se pensiamo che una delle regole della Nba prevede lo stop delle cessioni durante il week-end dell'All Star Game. Stern, che si e' letteralmente alzato in piedi con tanto di salto quando Dwight Howard, vestito da superman, e' volato piu' in alto e in lungo di tutti quanti. Forse, ancora una volta, il commissioner continua ad aver ragione. Se poi non pensiamo a New Orleans, beh i rumors di mercato dicono di stare attenti ai Kings. Mandato via Bibby ad Atlanta per Joe Johnson, Josh Smith, Marvin Williams, Al Horford e Josh Childress, si dice che il prossimo a partire e' Artest. New York? La scorsa settimana sembrava un'offerta sincera, oggi, serata non proprio di stelle cadenti, si dice che l'oggetto del desiderio sia niente meno che Devean George. Lui, che non voleva i Nets, in un ipotetico calderone che porterebbe Stackhouse diretto a Portland (squadra del futuro se mantengono questo sviluppo di gioco), pare faccia tentare niente meno che Kings e Warriors, anche se nelle ultime ore, pare che Mav e Nets si siano messi d'accordo per chiudere senza loro due. Cosa manca? Miami cerca un lungo, i Sonics hanno comunciato a Stern che il trasferimento a Oklahoma City e' inevitabile, anche se in America, a cospetto di chi parla, sono tutti in attesa di capire se Shaq fara' il suo esordio in maglia Phoenix niente meno che contro i Lakers di Kobe. E la telenovela continua.

Tuesday, February 12, 2008

E se Vince Carter per Jermaine O'Neil fosse vero?

RUMORS VANIGLIA

Dirk Nowitzki non si racconta. O meglio, reduce da una serata di quelle che non funzionano e mettono a nudo tutti i limiti di una Dallas che non ingrana, il tedescone gioca a fare qualcos'altro, quasi a lasciar parlare i "rumors" di un mercato che a volte fanno ancora la differenza. "Kidd a Dallas? Solo speculazioni". Si e' lasciato andare prima di confermare che qualche problema alla fine c'e'. "Giochiamo male per piu' di un motivo".
Come quando vieni alla Izod Arena con la scusa di capire se veramente quando nevica capitano delle cose turche e leggi che Jason Kidd potrebbe anche rimanere nel suo New Jersey. Stando alle solite voci di mercato, si dice che Indiana sarebbe pronta ad uno scambio anche alla pari tra Vince Carter e Jermaine O'Neal. Una sogno ad occhi aperti per chi come il sottoscritto, si appende alla speranza di guardare qualche gara di play-off senza per forza noleggiare una macchina con destinazione Boston.
Il resto, aspettando di capire se i fuochi d'artificio che Zeno Pisani prevede a Chicago sono realmente visibili, riguardano ancora una volta New York e la bancarotta di Sprewell centra in maniera relativa. Isiah Thomas, che dovrebbe cambiare se stesso e non gli altri, pare stia trattando Artest e Thomas per Eddie Curry e Jerome James, l'uomo da 12.8 milioni di dollari per ancora due anni, che non vede campo da due anni a questa parte. Una magia all'Isiah che non convince i Kings e rimanda ogni storia alla prossima puntata.
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Tuesday, February 5, 2008

Shaq e' sul mercato: da Phoenix la prima offerta

RUMORS VANIGLIA

I Lakers con l'affare Gasol volevano portare a casa anche Mike Miller, in cambio sembrava pronto Lamar Odom ma Memphis ha subito detto di no. E' anche vero che a vederli dal vivo, con Mr. Gasol in mezzo all'area, questa appare tutta un'altra squadra e forse, in virtu' dei vari cambiamenti della scorsa settimana, non sarei troppo convinto ad un utilizzo di Odom secondo il vecchio stile. Con gli spazi che si allargano, i punti domanda diventano altri, a cominciare magari dallo spesso difensivo della squadra. Piuttosto, ritornando a Odom, lui in questo contesto diventa a dir poco preziosissimo.
Ritornando ai rumors, la notte newyorkese rimbomba ancora la giornata tutta dimenticato ai festeggiamenti pro Giants, anche se da Miami arriva una bomba in grado di far suonare diversi campanelli: Shaq (ancora due anni di contratto a 20 milioni) potrebbe finire a Phoenix in cambio di Marcus Banks e Shawn Marion. Da piu' parti dicono che qualcosa si muove e le trattative sembrano essere avviate. E per la serie me ne voglio andare, pare che la telenovela Ron Artest vs Kings non sia ancora finita. Per quanto di questi tempi se ne sentono di tutti i colori - leggi Jamal Crawford che vuole lasciare New York per tornare a Seattle dove il ruolo e' piu' che mai coperto da un certo Kevin Durant - Artest ha pubblicamente dichiarato che a Sacramento potrebbero stare meglio senza di lui.

Knight si dimette, Gasol non e' sicuro a Los Angeles

RUMORS VANIGLIA

TJ Ford ha rimesso piede in campo e Toronto sorride. I piu' cattivi la vedono come un'ottima alternativa a Calderon, anche se ad essere sinceri, lo spagnolo ha fatto fin troppo bene in questo periodo di transizione in cui i Raptors si sono trovati a fare i conti con un uomo in cabina di regia.
Ma rimaniamo in Spagna, per modo di dire, visto e considerato che questa sera Pau Gasol esordisce in maglia Lakers, un Pau Gasol che secondo alcune indiscrizioni vicinissime agli ambienti losangelini, non risulta per nulla intoccabile. Il motivo? Molto semplice, prima di lasciare Memphis e firmare con i Lakers, Gasol avrebbe accettato una clausola liberatoria da parte degli stessi Lakers legata appunto ai possibili movimenti del mese di febbraio (attenti a dove finisce Odom, si dice prossimo a partire). In altre parole nessuno, a parte Kobe, Bynum, Fisher e Ariza e' considerato incedibile. E la conferma, arriva niente meno che da ambienti vicini ai Nets. Anche se i rumors in arrivo da Dallas (liti all'interno dello spogliatoio) non parlano al momento di possibili cambiamenti, pare che nel calderono che vuole coinvolti Nets, Dallas e Portland ci siano almeno dodici giocatori, a cominciare da Jerry Stackhouse per finire con Devean George che proprio nelle ultime ore ha dichiarato che il trade potrebbe essere la scusa ottimale per provare a raddrizzare una stagione nata non proprio sotto il segno delle stelle.
Ma se Kidd parte, probabile destinazione Mavs, attenti a chi fa le valige in casa Nets ma attenti anche a cosa ne pensa Los Angeles. Tra il dire e il fare, il vincere e il sognare c'e' sempre di mezzo lui. Non a caso, nella calda classifica dei movimenti piu' "hot" d'America manca solo lui. Dopo Garnett che appare non ancora pronto a rientrare dall'indolizimento addominale e questo Gasol che esordisce questa sera in maglia Lakers.
Ma la New York che oggi affronta un doppio appuntamento da non perdere - alle 10.30 e' prevista la parata dei Giants in 5 strada, mentre i cittadini si sfidano alle urne per le primarie tra Hillary e Obama considerata chiave per la vittoria finale - si interroga come tutta l'America sulla dimissioni di Bobby Knight da Texas Tech. "E' stanco - ha dichiarato suo figlio Pat - ci pensava da due mesi, gli ho detto tieni duro. Glielo ripetuto anche questa mattina (ieri ndr) ma lui questa volta non mi ha sentito".
Ritornando ai rumors, si sussurava Andre Miller da Philadelphia alla pari Kirk Hinrich a Chicago, anche se tutti aspettando di capire se Boston mettera' o meno le mani su Sam Casell. Anche qui si parla di un "buying out" da Los Angeles a Boston.

Thursday, January 31, 2008

Gallinari a Phoenix, si e' gia' mosso qualcosa

RUMORS VANIGLIA

Quando gli chiesero di Marco Belinelli, la faccia era quella classica del tutto e' un programma, di fatto, Mike D'Antoni guarda al futuro e guarda ancora una volta nel nostro paese. Lasciando stare quello che sta accadendo a East con Rod Thorn alle prese con il trade che vuole al centro Jason Kidd, pare che a Phoenix piu' di un indizio porti a Danilo Gallinari.
Nei giorni scorsi, il classico articolo pre-All Star Game ha sottolineato le varie percenutali dei Suns di pescare al primo giro tra la quarta e la settima scelta. Il tutto per un motivo molto semplice: David Griffin, gm dei Suns, ricevera' per diritto la prima scelta di Atlanta, con un occhio al secondo giro che arriva da Cleveland.
Considerando che fino ad oggi non si e' parlato molto delle singole potenzialita' di questo draft, in Arizona non ci hanno pensato su due volte a fare uno piu' uno, vale a dire Mike D'Antoni e Vittorio Gallinari erano compagni di stanza ai tempi dell'Olimpia Milano e come tale, se Danilo deve andare e deve essere "tutelato" - la missione Belinelli e' un chiaro esempio" - Phoenix potrebbe essere una concreta possibilita'.

Come dire, abbiamo scoperto la calende greche. Non c'e' da meravigliarsi, anche se fa un certo effetto scorribandare dalle parti dei rumors piu' caldi d'America - leggi il futuro di Jason Kidd o le frecciatine tra Pat Riley e Stan Van Gundy per non parlare della voglia di Artest di lasciare Sacramento - e scoprire che in Arizona hanno pubblicamente pubblicato e pronunciato un nome e un cognome su un noto quotidiano specializzato (clicca qui).
E a proposito di rumors, con Kidd in stallo, almeno per ora, per che i Nets abbiano mezzo interesse a riportare Chris Andersen nella Nba dopo la sospensione di due anni fa, causa uno spinello di troppo. Il motivo? Semplice, potremmo essere di fronte alla prima mossa, di Kiki Vandeweghe, suo "protettore" sin dai tempi di Denver e ora neo gm dei Nets.

Intanto, per ascoltare l'intervista di Mike D'Antoni dove si parlava del possibile asse Belinelli-Phoenix:CLICCA QUI.

 

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